Strutture

CASA DI RIPOSO GOVONE

La Casa di Riposo di Govone è un presidio socio assistenziale in grado di ospitare 44 persone anziane, di cui 20 in nucleo R.A. (autosufficienti e parzialmente autosufficienti) e 24 in nucleo R.A.F. (non autosufficienti).
L’immobile è disposto su quattro piani la cui vista a sud si affaccia sulle colline Alfieri, per dileguarsi fin oltre la vallata del fiume Tanaro, il basso Monferrato, il Roero e la Langa. I piani alti a nord godono della vista della reggia dei Savoia, con il verde parco ed il giardino pubblico.

 

Il 5 dicembre del 1895 la signora Caterina Fenoglio, vedova del prof. Carlo Marello, nominava erede il Comune di Govone perché creasse nella sua dimora, situata nella piazza centrale del paese, dinanzi alle scuderie della sovrastante reggia dei Savoia, un piccolo Ospedale.

 

L’obiettivo che noi tutti ci siamo posti è il miglior accompagnamento della Persona, per un periodo più o meno lungo della sua vita, tenendo conto delle sue condizioni e dei suoi bisogni, valorizzando la sua unicità e complessità, il suo vissuto, la sua cultura, la sua esperienza, la sua volontà ed i suoi diritti.

CASA DI RIPOSO GUARENE

La Casa di Riposo S. Francesco d’Assisi è riconosciuta  dal punto di vista giuridico come una I.P.A.B. (Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza).

L’amministrazione della Casa di Riposo è compito di un Consiglio di Amministrazione di cinque persone nominate dal Sindaco del Comune di Guarene, che identificano al loro interno un presidente pro-tempore e legale rappresentante della Casa stessa.

L’attuale Casa di Riposo, costruita, rimaneggiando e ampliando con la costruzione di una nuova ala di fabbricato, sul finire degli anni ’70,  la villa con giardino lasciata in eredità (insieme al suo alloggio di residenza in Torino), alla sua morte nel 1937 dall’avv. Secondo Paoletti, è  posta sostanzialmente di fronte al vecchio “Ospizio” divenuto tale nei primi anni del ‘900 (un fabbricato di fine ‘700 con circa 15 posti letto per gli anziani e 6-7 per le Religiose, collegato  al soprastante Asilo Infantile  mediante una ripida scalinata interna), per consentire a queste ultime di prestare la loro opera nelle due Istituzioni.

Infatti, il mattino, 3 suore, tra cui una cuoca, salivano nell’asilo per occuparsi dei bambini,    rientrando nel tardo pomeriggio in aiuto alle altre 2-3 rimaste nell’ospizio, per chiudere la giornata con gli anziani).

Viene fino a metà degli anni ’80, gestita dalle suore  della “Piccola Casa della Divina Provvidenza” più conosciuta come Cottolengo di Torino che lentamente, in particolare a causa delle contrazioni vocazionali, si vede costretta a ridurre le stesse nel numero e nei servizi offerti, cominciando dall’Asilo e arrivando diversi anni dopo,  a sguarnire di  tale Servizio anche la Casa di Riposo.    I costi di funzionamento sono ovviamente ridotti al minimo, essendo le Suore operatrici a costo zero, come ugualmente le prestazioni dei componenti il Consiglio di Amministrazione succedutisi negli anni.

Vanto della Comunità, creata per accogliere e accudire negli ultimi anni terreni anziani indigenti e talvolta afflitti da infermità fisiche (in quei tempi, persone zoppe o gobbe, non erano rari a trovarsi per le campagne; prevalentemente uomini che sul loro attaccamento alla grama vita della terra di collina avevano costruito l’esistenza), che in totale assenza di coperture previdenziali e sociali, sopravvive nell’Ospizio,  grazie alle offerte, prevalentemente in natura, della popolazione locale.

I ringraziamenti delle Suore spaziano, sui Bollettini Parrocchiali,  dalla frutta e verdura di stagione, alle uova  (che pur giungevano a integrare quelle del pollaio della  Casa) , allo zucchero, al latte ecc. (equamente  successivamente ripartite tra Ospizio e Asilo).